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Social Media Marketing

8 ottobre 2014

Utilizzare i più popolari Social (Facebook, Twitter, YouTube, Google+, ecc.) sembra una scelta obbligata per la promozione di un prodotto. Sui Social Media infatti avviene il vero passaparola moderno che può determinare il successo o l’insuccesso di una proposta commerciale. È necessario fare alcune valutazioni iniziali e sottostare a strategie successive da mettere in pratica con regolarità.

Innanzitutto bisogna fare delle considerazioni iniziali: senza mettere in dubbio l’utilità del singolo Social, bisogna capire se la piattaforma sia idonea al nostro caso. Per esempio creare un account su Twitter solo perché fanno tutti così è errato, infatti un’artista potrebbe utilizzare Twitter per aggiornare i fan, ma un’azienda potrebbe non avere argomenti sufficienti. Servono molte risorse per tenere aggiornato un profilo social; meglio allora rinunciare se il rischio è quello di lasciarlo abbandonato e trasmettere l’idea di un’azienda in agonia. E in questi casi il risparmio non paga infatti ci vuole una risorsa esterna (e qualificata), che può incidere sulla frequenza di aggiornamento e sulla qualità dei contenuti.

Per preparare dei contenuti e individuare gli obiettivi che si vogliono raggiungere è fondamentale una pianificazione. Occorre, quindi, stabilire quale canale sfruttare e quali strategie utilizzare. La presentazione testuale dovrebbe essere ben curata ed adeguata: ogni piattaforma ha i suoi fruitori con profilo, gusti e linguaggi che variano. Per esempio un tweet è limitato a 140 caratteri e ci costringe a comunicare in maniera diversa rispetto a Facebook. Un altro errore ricorrente è quello di postare allo stesso modo su tutte le piattaforme. Offrire contenuti diversi in base alla piattaforma aumenterà le interazioni cross-media, altrimenti l’utente sceglierà di seguire solo uno dei canali Social allestiti vanificando parzialmente l’investimento fatto.

Una cosa molto importante nel mondo del digital marketing è l’approccio chiamato “Call-to-action” o invito all’azione. L’attenzione dell’utente va stimolata con un messaggio breve e diretto, spesso più considerato rispetto a un invito poco esplicito (es: “Compra subito!” o “Prenota ora!“). Oppure scrivere “È uscito il mio nuovo disco” non è la stessa cosa che scrivere “Acquista il mio nuovo disco!”. Inoltre la credibilità di un prodotto è paragonabile alla sua popolarità per cui coinvolgere un testimonial importante nella promozione porterà sicuramente benefici rivolti ad un target preciso e definito, piuttosto che puntare sulla diffusione a larga scala che raggiunge una massa indistinta di consumatori.

Le prestazioni di una campagna, però, non dipendono solo dalla buona pianificazione, è fondamentale la misurazione del nostro operato tramite l’analisi delle statistiche, per ottimizzare sempre di più le future azioni e capire quando muoversi e come schedulare i post. È importante capire:

  • quali sorgenti di traffico funzionano e quali vanno ottimizzate/eliminate
  • l’identikit dei nostri utenti
  • le interazioni con i contenuti per comprendere cosa riproporre e cosa evitare
  • la distribuzione geografica e temporale degli utenti


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