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Hashtag, quali sono le cose da fare e quelle da non fare

26 novembre 2017

Tutti i social supportano gli hashtag, da Twitter a Instagram, passando per Facebook e per finire a Google+. Queste stringhe testuali, utilizzate per raccogliere le discussioni online su un argomento, sono uno strumento potente per la promozione di servizi e prodotti ma soprattutto come veicolo di promozione e visibilità. Importante è stare attenti a non farne abuso. Ecco qualche consiglio per massimizzare l’uso.

Cosa fare

La cosa più importante è scegliere definizioni specifiche. Per esempio se volessi promuovere un prodotto per la nascita dei bambini, l’hashtag più appropriato sarebbe #neonati mentre potrebbe risultare molto generico l’hashtag #genitori.

Ovviamente nella scelta bisogna tener conto anche di altri fattori come lo stato di attività dell’hashtag, cioè quanti interventi abbiano collezionato nel tempo, e il funzionamento del tutto differente nei diversi social.

Infine, risulta di fondamentale importanza la scelta di hasthtag non ancora esistenti sui social come per esempio una parola, o una combinazione di parole, che sia in grado di attirare l’attenzione dell’utente.


Cosa non fare

Tra le cose da non fare la più sconsigliata è scegliere combinazioni di parole troppo lunghe sia perchè non vengono ricordate ma anche perchè, nei casi in cui c’è un limite di parole, potrebbero sottrarre spazio. Per esempio, se volessi pubblicizzare un panino al cioccolato, piuttosto che scrivere #paninoalcioccolato scriverei #cioccopanino.

Un’altra cosa da non fare è l’impiego di troppi hashtag, anche se è ormai un’abitudine diffusa. Potrebbe, però, risultare deleterio in quanto si apparirebbe come degli spammer e si perderebbe la possibilità di interagire con un pubblico preciso. Una regola generale è che le righe degli hashtag non devono superare le righe del testo.

Infine, bisogna sempre accertarsi che gli hashtag non siano offensivi o generino turpiloquio.



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